• Istantanee,  Mio

    Dogs

    Una donna sugli anta stava attraversando la strada con un cagnolino al guinzaglio, ieri. Io ero in macchina, in fila e non ho fatto a meno di notare la scena. Il cagnolino, bianco con le orecchie chiazzate di marrone, era davvero piccolo e la padrona lo aiutava a zampettare tirandolo in sù dal guinzaglio, di quelli con la pettorina. Scena buffissima, le zampette del cane si muovevano in aria come a camminare ma non toccavano terra. Sembrava nuotasse. La padrona si è girata e ci siamo guardate e sorrise. Solidarietà tra “filo-canidi”?

    Un altro viaggio in macchina, ma lo stesso giorno..ieri. Guidavo e sulla destra, sul ciglio della strada vedo un cane lupo bellissimo, enorme senza padrone. Dall’altro lato della strada, esattamente di fronte, un papà ed un bimbo per mano aspettavano di attraversare. Dopo averli superati, dallo specchietto ho visto che sono riusciti ad attraversare e il cane li ha accolti, scodinzolando ed è andato via con loro. Cos’era? Premura canina?

    In tutto ciò, mi manca la mia cana. La sogno, spesso. Mi manca il suo abbraccio caldo e peloso, il suo affetto, quando corre e ride, la sua irresistibile capacità di trovare le posizioni più assurde per dormire che non riesci più a distinguere dove sia il muso e la coda… lei che dormiva sopra di me, quel suo tamburellare incessante e velocissimo nel petto – ma che velocità hanno i cuori dei cani?! – quante volte..quanto caldo..un bacio Tabatina mia.

  • Mio

    Passeggiata sull’Arno

    C’è una frase che mi frulla nella testa che è: non importa dove sei, l’importante è dove vai con la tua mente.

    Forse è perchè mi trovo a vivere, non so ancora per quanto, in un posto oggettivamente bruttino, per usare un eufemismo, che si chiama Navacchio, vicino Pisa. Non so chi di voi possa ragionevolmente dire di conoscere questo luogo, immagino che le persone che mi conoscono, abbiano scoperto della sua esistenza tramite me, o quasi… Mi ci trovo a vivere non per scelta, ma per lavoro, o meglio per il lavoro che fino a dicembre avevo e che ora, disperazione mia, non ho più. Quindi, in attesa di abbandonare definitivamente la mia casetta, o meglio il mio monolocale,fino a fine aprile ci vivo e cerco lavoro..però non mi piace. Cioè il mio monolocale sì, Navacchio no.

    Però, oggi, spinta dall’esigenza di portare la mia cagnolina a fare un giretto, sono andata lungo l’argine dell’Arno, in una zona quì vicina, chiamata Riglione. E sarà stata la luce che c’era o la gioia di avere la mia cagnolina e vederla ridere zompettando per i prati, beh, mi è quasi piaciuto quello che vedevo e ho fatto delle foto.

    L'Arno specchio
    Gli alberi si specchiano

    Anche tornando nella mia Navacchio guardavo le case, le strade e pensavo che l’importante è appunto come le vedi le cose, come la tua mente le cataloga, perchè non hanno valore in sè.

    Pensiero banale? Forse.

     

    Ma è bello quando capita che le banalità le vivi sulla tua pelle, perchè diventano reali per la prima volta.