• Citazioni

    La strada per Los Angeles

     

     

    “Ogni mattina mi alzavo con questo stato d’animo. Ora devo trovarmi un lavoro. Facevo colazione, mi mettevo un libro sottobraccio e le matite in tasca e mi avviavo. Giù per le scale, in strada, a volte c’era freddo a volte caldo, a volte c’ era nebbia a volte era sereno. Non aveva mai molta importanza, con un libro sottobraccio, andare in cerca d’un lavoro. Che lavoro, Arturo? Oh oh! Un lavoro per te? Ma ti sei guardato, ragazzo? Un killer di granchi. Un ladro. Che guarda le donne nude nello stanzino dei vestiti. E tu ti aspetti di trovare un lavoro! Che ridere! Eccolo qua, l’idiota col suo grosso libro. Dove diavolo stai andando, Arturo? Perché fai questa strada e non quell’altra? Perché a est e non invece a ovest? Rispondimi, ladro! Chi vuoi che te lo dia un lavoro, porco che sei, chi? Ma c’è un parco dall’altra parte delta città, Arturo. Si chiama Banning Park. È pieno di magnifici eucalipti e di prati verdi. Un gran posto per leggere! Vacci, Arturo. Leggi Nietzsche. Leggi Schopenhauer. Stattene in compagnia dei potenti.

    Un lavoro? Puah? Vatti a sedere sotto un eucalipto a leggere un libro cercando un lavoro. Eppure qualche volta lo cercavo, un lavoro.”

    John Fante –  La strada per Los Angeles

  • Film e Cartoni

    Pollo alle Prugne

    Finalmente è uscito il film tratto dalla graphic novel Pollo alle Prugne di Marjane Satrapi che già avevo recensito, ormai ben due anni fa.

    Dico finalmente, perchè mi era piaciuto molto, me le ero immaginate animate quelle immagini, per cui quando ho scoperto dell’esistenza di questo film, non ho potuto non guardarlo, con interesse, curiosità, trepidazione.

    Può succedere che se si vede un film tratto da un libro, se ne rimanga delusi e che si propenda per l’una o per l’altra versione, a seconda che si abbia letto prima il libro o visto prima il film, di solito la versione che viende dopo, la si apprezza meno o addirittura la si disprezza, perchè la si ritiene distante dai propri gusti, poco fedele all’originale o a quell’idea cui ci si era affezionati.

    Questa volta a me non è successo ma, anzi, riconoscendo una certa fedeltà alla versione grafica, pur con gli inevitabili adattamenti che la resa cinematografica richiede, mi è successa la cosa strana di pensare che le due forme siano comunque diverse, come se avessero una originalità intrinseca che ne validasse ugualmente la dignità e la bellezza.