• Istantanee

    Il no

    Bar con un’amica, oggi pomeriggio verso sera. Chiacchiere.

    Mi giro e accanto al nostro tavolo c’è una vecchia seduta. La noto perchè è sola e non posso fare a meno di continuare a guardarla per i dettagli che scopro via via.

    Ha un pile rosso, calzoni della tuta blu. Fuma, sta seduta ma non ha ordinato niente. L’unica cosa che fa è guardare davanti a sè, nel vuoto, con il suo sacchetto della spesa sul tavolino con dentro il detersivo per i panni al bicarbonato.

    Fuma e trema, dice di no con la testa e guarda davanti a sè. E poi continua a tremare con le occhiaie visibili di chi dorme poco e male. Occhi acquosi, viso stanco, rughe, bel volto ma ormai troppo segnato, e il continuo ondeggiare della testa in un no. Pensava? Parlava tra sè e sè? Non parlava affatto e aveva solo un problema fisico?

    Distolgo lo sguardo dalla sua faccia, guardo in basso e noto che ha le gambe incrociate e ai piedi dei gambaletti color carne e delle ciabatte infradito. A quel punto sorrido perchè penso che allora non sono solo io che porta le calze con le ciabatte infradito, come un giapponese.

    Finisce la sua sigaretta, MS credo, si alza, prende la borsa di plastica e se ne va, ondeggiando, precaria.

    Mi mettono tristezza i vecchi soli. Provo compassione per i vecchi che hanno evidenti i segni della loro vecchiaia.

    Ma ancora più forte, il senso di vuoto per l’indifferenza dell’intorno, della cameriera che non ha preso l’ordinazione, del passante che ha urtato mentre si alzava per andarsene, dei tre tizi seduti al tavolino vicino che guardavano anzi me e la mia amica. Non le hanno rivolto neanche uno sguardo.

    Lei se n’è andata, di spalle, ondeggiando.  Girato l’angolo,  è sparita.

  • La Canzone del giorno

    Canzone del 26 Aprile 2010

    Oggi tocca a Ben Harper…sono passati un po’ di anni – 7 anni! – dall’uscita del brano, ma è sempre bella.

    L’ascolto e penso al sole, all’estate in quell’orario tra le 8 e le 9 di sera, quando torno a casa dal mare, guido in macchina coi finestrini abassati, la mia pelle brucia dal sole e sa di salmastro, guardo il cielo rosso e mi viene sempre da sorridere, appagata.

    E poi : ” When you have everything, you have everything to lose” è una frase bellissima…meditate gente, meditate  🙂

  • Mio

    Polaroid

    Sei più bella se ti guardo coi miei occhi. Nessuna sfumatura di contorno. Nessun altro colore. Solo te, arcobaleno.

    Io mi rispecchio in te, se ti guardo vedo anche me stesso. E mi sento a posto.

    Nessuno può cambiare la mia condizione, solo tu ne hai potere. Io e te. Noi.
    Ci vogliono due persone per crearne una terza. Non posso immaginarmi nessun’ altra con cui farlo.

    Sei più bella se ti vedo coi miei occhi. Non conosco i modi degli altri per guardarti. Se lo fanno, non so come possano non amarti come io amo te.

    Sei più bella se ti guardo coi miei occhi. E non c’è rimedio, non c’è possibilità di cambiare la mia situazione.
    Non c’è modo per non desiderarmi in te.

  • Film e Cartoni

    Il riccio – Le Hèrisson

    C’è chi dice che se leggi un libro e ti piace, se ne fanno un film, difficilmente sarà all’altezza delle aspettative e ti deluderà. Anni fa lessi L’eleganza del riccio di Barbery Muriel, questa sera ho visto il film sceneggiato e diretto da Mona Achache e sono felice di averlo fatto. Scopro anche, che la regista e sceneggiatrice ha la mia età, classe ’81 e quasi quasi, non so perchè, mi viene un sorriso. Forse perchè ho pensato, quando lo vedevo, che l’avrei voluto fare esattamente così – stesse pause, stessa atmosfera quasi documentaristica, stessa semplicità ed efficacia d’immagini. Ora so che c’è un’altra cosa che mi lega a chi l’ha girato, appunto l’età.

    Nella vita ci sono molte scelte possibili, tra le tante, si può scegliere di vivere per ciò che gli altri si aspettano, che spesso è scomodo ed estraneo, o scegliere di essere semplicemente come si è. Paloma e Renè sono una ragazzina dotata e brillante e una portiera di mezza età, sciatta e burbera, vivono entrambe nello stesso palazzo della Francia bene ed entrambe sono accumunate dalla necessità e volontà di nascondersi, per sopravvivere. Necessità per chi si sente diverso, non accettato, solo. Entrambe hanno il loro mondo fatto di libri, fantasia, sogni, speranze e il desiderio cocente di autenticità, che le rende tristi e inappagate, perchè lontane dal mondo degli altri: superficiali, banali, convenzionali. – Ci si deve scusare di essere intelligenti? – Le loro vite si sfiorano appena, nella caoticità della vita del palazzo e sarà l’arrivo del nuovo vicino giapponese, Kakuro, che saprà avvicinarsi a loro vedendole davvero e che riuscirà anche a farle finalmente incontrare.

    Il riccio ha gli aculei per difendersi ma ispira anche dolcezza e nel suo modo di essere, quì si dice che sia elegante. Ci sono poche cose che rendono possibili tirare dentro gli aculei, non solo quando si è da soli. E sono lo sguardo di chi ti sa capire, il gesto che è quello che si desidererebbe ricevere ma che non si osa chiedere, la percezione di una somiglianza con l’altro. Allora, ci si sente liberi, in pace, pronti a lasciarsi amare.

  • Mio

    Le vite degli altri

    L’altro giorno ho visto una ragazzina che avrà avuto 15 anni in un bar con degli amici, fumava. Erano in 5, lei e un’altra della sua età erano le uniche ragazze. Gli altri parlavano e lei li guardava e guardava a terra. Credo avesse impiegato un po’ a vestirsi e a curarsi: unghie lunghe smaltate solo nella parte di unghia che cresce, con uno smalto blu elettrico, capelli piastrati biondi tinti, tenuti ai lati con delle mollette, per il resto jeans alla moda, giubbottino imbottito e scarpe da ginnastica di quelle che vanno ora, credo, super colorate e che piacciono anche a me. Le vedevo il profilo, pensavo quanto fosse magra, piccola e quanto fumasse da grande, aspirando. Aveva lo sguardo vuoto, spento, triste come a dire: io sono all’altezza? I suoi amici non la guardavano mai, parlavano tra loro, come abituati al suo silenzio.

    Un’altra ragazza, nello stesso bar, aveva il culo completamente di fuori. Era seduta, jeans super attillati con cintura. E il suo culo era per metà fuori dai jeans. E non era un bello spettacolo.

    Oggi guardavo me seduta su una panchina, davanti all’ Oviesse, riflessa nella vetrina. Mi guardavo e non mi riconoscevo. Mi sembravo più carina di come mi ricordavo. Dopo un’immediata e rapida analisi dei miei difetti, continuavo comunque a pensare che fosse carino quello che vedevo, ma non mi sembravo io.

    È strano quando ti accorgi che per gli altri, anche tu sei l’altro.

  • Istantanee

    Love

    È stata scattata l’8 Dicembre del 1980. Poche ore dopo John Lennon è stato ucciso.

    Penso: bei momenti prima di morire.

    Penso: come ha fatto lei a sopravvivere, dopo?