• Mio

    Vicino Lontano

    Non avere persone vicino a me mi spaventa.

    In certi momenti quando sono sola mi capita che mi prenda l’angoscia e allora basta una voce, un contatto all’infuori di me, una vicinanza con qualcuno che non sono io, e mi sento bene.

    Io sono un’anima da compagnia.

  • Mio

    Passeggiata sull’Arno

    C’è una frase che mi frulla nella testa che è: non importa dove sei, l’importante è dove vai con la tua mente.

    Forse è perchè mi trovo a vivere, non so ancora per quanto, in un posto oggettivamente bruttino, per usare un eufemismo, che si chiama Navacchio, vicino Pisa. Non so chi di voi possa ragionevolmente dire di conoscere questo luogo, immagino che le persone che mi conoscono, abbiano scoperto della sua esistenza tramite me, o quasi… Mi ci trovo a vivere non per scelta, ma per lavoro, o meglio per il lavoro che fino a dicembre avevo e che ora, disperazione mia, non ho più. Quindi, in attesa di abbandonare definitivamente la mia casetta, o meglio il mio monolocale,fino a fine aprile ci vivo e cerco lavoro..però non mi piace. Cioè il mio monolocale sì, Navacchio no.

    Però, oggi, spinta dall’esigenza di portare la mia cagnolina a fare un giretto, sono andata lungo l’argine dell’Arno, in una zona quì vicina, chiamata Riglione. E sarà stata la luce che c’era o la gioia di avere la mia cagnolina e vederla ridere zompettando per i prati, beh, mi è quasi piaciuto quello che vedevo e ho fatto delle foto.

    L'Arno specchio
    Gli alberi si specchiano

    Anche tornando nella mia Navacchio guardavo le case, le strade e pensavo che l’importante è appunto come le vedi le cose, come la tua mente le cataloga, perchè non hanno valore in sè.

    Pensiero banale? Forse.

     

    Ma è bello quando capita che le banalità le vivi sulla tua pelle, perchè diventano reali per la prima volta.

  • La Canzone del giorno

    Canzone del 22 Febbraio 2010

    Pensavate per caso che dopo il Festival di San Remo, la mia mente si rifiutasse di pensare ancora alla musica? 😉

    E invece, no! Anche se, la canzone di questa mattina onestamente è un po’ sdolcinata e strappalacrime, che potevo anche evitarmela, forse… no, dai, a parte tutto è una canzoe romantica, non so se la gradirete, ma probabilmente la conoscerete già.

    Vagavo per Pisa questa mattina, alla ricerca forsennata di un lavoro che non trovo-ahimè- e mentre camminavo e sudavo, camminavo e ansimavo, mi sono scoperta a canticchiare Feelings. Non so ovviamente il motivo e come spesso mi capita, non sapevo neanche l’autore. Ho cercato su Youtube e ho scoperto che si tratta di Morris Albert.

    La conoscete?

    Eccovela!

  • Libri & Fumetti

    Pollo alle prugne ~ M.Satrapi

    Pollo alle Prugne è la nuova Graphic Novel di Marjane Satrapi, autrice anche di  Persepolis, storia autobiografica dell’ autrice sullo sfondo di un Iran bombardato dalla guerra, raccontata con delicatezza, umorismo ed autoironia, tratti distintivi della Satrapi. Anche Pollo alle prugne sembra confermare lo stile tipico della sua autrice. Anche quì, infatti, la storia prende spunto da una vicenda familiare, anche se non direttamente sua propria, e anche quì la leggerezza poetica dell’autrice prende campo. Il protagonista è Nasser, un lontano cugino della Satrapi, un musicista di tar che, disperato per la perdita del suo amato strumento, rotto dalla moglie durante una lite, non trova pace e decide di lasciarsi morire. Otto sono i giorni che lo allontanano dalla morte, come otto sono i capitoli in cui la Satrapi ci racconta la sua storia. Ogni giorno ed ogni capitolo sono scanditi dal ritratto del protagonista, nel suo rapporto con la madre ed il fratello, con la moglie ed i figli, con l’amore di sempre per una donna, che non ha mai potuto sposare e con l’amore per la sua musica, unico suo talento.Più che in Persepolis, la storia personale quì risulta essere la vera protagonista del fumetto. Una storia di vita vera un po’ lontana dalla comune mentalità, al limite dell’esotico e del poetico.

  • Attualità

    San Remo

    Che dire del Festival di San Remo?
    Di seguito alcune considerazioni estemporanee, desiderose di commenti e confronti…

    Il tema Povia è sicuramente un tema caldo, si dice che spacchi l’opinione pubblica in due, ma alla sottoscritta onestamente spacca solo una cosa, che è innominabile quì, oltre che chiaramente metaforica, dato il sesso della sottoscritta. Al di là dell’opinabile gusto nel vestire e nel pettinarsi, ciò che conta è la musica ed il testo della sua canzone, unici elementi per i quali andrebbe valutato. Anche se, il look da cattolico alternativo del nuovo millennio, che sembra porsi come esempio alla nuova generazione di rettitudine e di un certo stile moderno di fare buonismo – o qualunquismo? – onestamente è difficile da non notare.
    Ci si prova a spingersi in una valutazione prettamente di contenuti e quello che ne risulta è: pare che la verità di Povia, che chiaramente è una Sua verità, finga solo e male di non erigersi a verità assoluta.
    E allora, al di là dell’essere più meno d’accordo con questa verità, sarebbe più apprezzabile almeno una maggiore onestà e chiarezza di contenuto. Invece, ad un primo ascolto, ciò che sembra fare è il non dire, salvo poi contraddirsi con le inutili, accessorie coreografie del cantante fatte di ditine che timidamente saltellano nell’aria e sorrisi di chi sa di avere la verità in tasca al di sopra degli altri.
    E comunque, dati i contenuti di questa verità, forse quasi quasi è meglio che se la tenga per sè, “l’illuminato”.
    Di Ruggeri si segnala un certo spirito rockettaro un po’ datato ma simpatico anche se ciò che suscita maggiori commenti della sua performance è Andrea Mirò, sua compagna e maestro d’orchestra, adorabile nel suo gesto di spezzare in due le bacchette, appena inquadrata, con gesto buffo di sfida e di totale noncuranza per la “solennità” dell’esibizione sanremese.
    Malika Ayane dal nome improponibile e dalla pronuncia incomprensibile, si distingue onestamente per classe e sobrietà, nonostante i suoni nasali suoi tipici che, incomprensibilmente per chi scrive, sono probabilmente i più apprezzati. Si nota una maggiore sicurezza rispetto alla partecipazione tremolante ed emozionata dell’anno scorso, frutto probabilmente di una maggiore maturità artistica nonchè umana.
    La Fornaciari, se si supera il limite visivo della somiglianza fisica imbarazzante col padre, tanto da farla sembrare un Zucchero con parrucca e voce da eununco, ha una canzone che pur nelle ripetizioni, ha una bella melodia, banale, ma del tutto sanremese ed orecchiabile. Insomma, ti rimane in testa, anche perchè è fatta sostanzialmente solo dalla frase: “il mondo piange…” E va beh, evviva l’allegria, dico io!
    Per il resto, Noemi si distingue per le indubbie doti vocali un po’ mascoline e per l’inespressività incredibile del suo volto, dei Sonohra no comment, Moro m’annoia e Irene Grandi avrà pure una canzone che ci spaccheranno le orecchie a furia di sentirla in radio, ma dovrebbe credo rendersi conto che ha un’età ormai e evitare di fare la teenager che ha un po’ rotto.
    E Valerio Scanu? Ecco, di lui forse si può dire che ha il problema contrario della Grandi, dato che è il più giovane ma sembra il più vecchio: ma come si veste?!? Della canzone, carino che a scriverla sia un ragazzo di 20 anni, un certo Pier Davide di quest’edizione di Amici, ma sentirlo parlare di fare l’amore per tutta la canzone, mi fa un po’ sorridere, proprio lui che poverino non si capisce se abbia una sessualità e se sì, di quale sessualità si parla?!
    Beh, infine, per finire in bellezza senza ironia, Simone Cristicchi viene proclamato ufficialmente il vincitore di quest’edizione di San Remo. Perchè la sua geniale “meno male che c’è Carla Bruni” suggella definitivamente la farsa della kermesse sanremese, fatta di un’aura di solennità solo apparente, di una Clerici impaiettata che presenta seria ma che c’ha ancora scritto in faccia la sua celebre frase “Non posso vivere senza cazzo” e che in diretta tv precisa ” Ho detto la do ma mi riferivo alla pubblicità, non ad altro!”
    Beh, evviva Cristicchi, dico io, e speriamo che vinca. Ma senza dimenticarmi di Marco, a cui do un bel premio per la sua voce meravigliosamente isterica che nonostante la canzone, non manca di farmi venire i brividi.
    In conclusione, caro San Remo,ormai con i tuoi 60 anni, sarebbe anche il caso che rimanessi un ricordo più o meno bello e che andassi definitivamente in pensione.

  • La Canzone del giorno

    Canzone del 16 Febbraio 2010

    Buon giorno!

    Beh, questa mattina, rispetto a ieri, ho impiegato più tempo a realizzare cosa stavo cantando. Ho fatto in tempo più o meno a svegliarmi, alzarmi da letto e la canzone mi ha accolta in bagno..sarà stato lo shock di guardarmi allo specchio che mi ha definitivamente fatto prendere coscienza? mah

    La canzone è : Last request di Paolo Nutini.

    Non so se la conoscete, ma dato che secondo me merita, vi aggiungo il video e vi consiglio di ascoltarla se siete in mood romantico…..

    Eccolo: 

    Buon ascolto!

  • Mio

    Capelli all’insù

    Camminavamo ma eri distante.

    Dopo un litigio, mi capita spesso di guardarti quando tu non lo fai. E di rompere il tuo silenzio con parole.

    In quei momenti  ho paura di perderti.

    Quella sera camminavamo e mi sembrava che tutto tra noi si fraintendesse.

    Non mi volevi più, non mi parlavi perchè eri solo stufo di me e anche il guardarmi ti dava fastidio.

    Ma tu poi all’improvviso hai fatto un gesto. Ti sei toccato i capelli, ti sei tirato su i capelli dalla fronte, come piace a me.

    Era per me.

    Ho sorriso, ho smesso di essere fragile, ho deciso di rassicurarti.

  • Citazioni,  Libri & Fumetti

    E lasciamole cadere queste stelle

    …Quando ti ho incontrato non sapevo di farlo e quando ti sei avvicinata a me e mi hai conquistato non sapevo che lo avresti fatto. Ho cercato, lo sai e te lo giuro, di resisterti, ma non c’è stato verso. Adesso so che torni e so che mi lascerò conquistare di nuovo. Cammino per strada e ho dentro il tuo sguardo. Non sono solo nel mondo. Ogni volta che vedo una cosa bella, io la vedo due volte, la gusto due volte, la amo due volte, una per te e una per me…La parola amore mi esce dalle labbra senza fatica, mi esce dal cuore come se la coniassi per la prima volta..

    E lasciamole cadere queste stelle, Draghi. Fillppo Timi.-

    …Amore sono tuo

    e mai

    mi sono sentito

    più mio.

    E lasciamole cadere queste stelle, Alla mia donna. Filippo Timi-

  • Istantanee

    Carrefour

    Ieri, nel parcheggio del Carrefour ho visto una donna su una sedia a rotelle ed un uomo che la spingeva.

    Lei parlava, si guardava le mani, occhi bassi, come in confessionale.

    Intorno, persone camminavano fianco a fianco verso l’ingresso del centro commerciale, parlavano anche loro, ridevano, si guardavano.

    Ma lei non poteva vedere la faccia dell’uomo mentre parlava, solo sperare che lui l’ascoltasse.